Capacity market, la nuova disciplina “apre” ancor di più all’estero: di A. Marchisio e S.A. Casa per Quotidiano Energia

Per gentile concessione di Quotidiano Energia

Dopo il via libera arrivato dalla Commissione Europea, Terna ha avviato una nuova consultazione che disegna i contorni de>nitivi della disciplina del capacity market italiano. Una consultazione con tempistiche limitate aCnché si possa giungere al termine di un processo iniziato ormai 7 anni fa.

Rispetto alla proposta dell’autunno 2016, nella nuova disciplina la fase di Prima attuazione appare sostanzialmente identica alla fase di Piena attuazione: entrambe si collocano nel solco delle linee guida tracciate da Arera in agosto attraverso il dco 592/2017 e abbracciano alcuni elementi innovativi di derivazione europea.

Sul fronte della curva di domanda, Terna conferma difatti lo schema metodologico già avallato dall’Autorità dove il premio non è parametrato sui costi annui di produzione ma sulla willingness to pay del sistema elettrico in funzione del numero atteso di ore nelle quali la capacità disponibile non è tale da soddisfare i consumi e i margini di riserva. Dove invece si osserva una maggiore inVuenza delle indicazioni di Bruxelles è sul lato dell’offerta, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione delle risorse estere e l’introduzione di criteri ambientali.

Rispetto agli schemi precedenti, nel nuovo documento di consultazione sono state infatti nettamente sempli>cate le procedure di ammissione al mercato delle risorse estere abilitate ad operare su Mgp: per loro, la capacità negoziabile (Cdp) non è sottoposta ad alcuna metodologia di calcolo da parte di Terna ma viene semplicemente autodichiarata da ciascun richiedente e assume l’obbligo di offerta solo sul day ahead.

Inoltre, è stato introdotto l’indice di emissibilità del portafoglio come criterio di discriminazione tra offerte a parità di premio, che tuttavia risulterebbe veramente dirimente solo nel caso in cui, in corrispondenza del premio marginale, si concentrassero più offerte di Cdp Vessibile (che rimane il primo criterio di selezione nel caso di offerte di pari valore). Rimangono quindi penalizzate le tecnologie meno Vessibili e solo in seguito i portafogli molto emissivi.

La partecipazione delle rinnovabili è stata leggermente favorita attraverso nuove metodologie di calcolo della capacità quali>cabile: il parametro di inutilizzabilità di eolico e fotovoltaico viene diminuito, andando così ad aumentare la capacità negoziabile a parità di altre condizioni. E’ inoltre paci>camente confermata la barriera all’ingresso per impianti incentivati e dispacciati dal Gse, benché sia possibile per il titolare rinunciare agli incentivi per il periodo di consegna negoziato nell’asta: l’abbandono del porto sicuro degli incentivi per lanciarsi nell’oceano delle aste del capacity tuttavia appare al momento una mossa azzardata.

In un’ottica di graduale approccio alla market parity delle rinnovabili, può invece essere interessante valutare la possibilità per impianti nuovi o in ripotenziamento – con una soglia minima di investimento indicata dalla disciplina ampiamente abbordabile per queste tecnologie – di poter impegnare la propria capacità per un orizzonte di 15 anni: occorre tuttavia considerare il premio sulla capacità come parziale stabilizzatore di rischio di mercato (da ponderare con il rischio di indisponibilità della capacità) e non come fattore di attivazione di nuovi investimenti.

Altri attori degni di nota sono poi le unità di consumo (Ucmc). In questo caso, si osservano significative modifiche rispetto ai precedenti documenti, tutte aderenti alle indicazioni date da Arera nel dco 592/2017.

Ciò signi>ca che la domanda non viene più considerata un soggetto in grado di fornire capacità al sistema, bensì una porzione di carico in grado di provvedere autonomamente alla sua stessa adeguatezza, meritevole quindi di non essere assoggettata all’incremento dell’uplift necessario a >nanziare il capacity market. Al >ne di comprendere l’appeal di questo segmento di mercato per le unità di consumo, sarà quindi necessario aspettare le future decisioni da parte dell’Autorità riguardo alla distribuzione dei nuovi oneri derivanti dai premi per la capacità.

Requisito vincolante per la partecipazione di Ucmc al capacity market è ottenere l’abilitazione per operare su Msd, essenza stessa della possibilità di fornire adeguatezza al sistema: in questi termini è interessante notare come dopo i progetti pilota, la nuova disciplina del mercato della capacità sia sostanzialmente una prima apertura di Msd ad aggregatori di domanda. E’ però importante sottolineare che, diversamente dalle Uvac, alle Ucmc non possono sottendere unità di produzione (es. cogenerazione) e che tutte le unità dell’aggregato devono essere dotate di un dispositivo che ne permetta il distacco dalla rete su ordine di Terna.

La somma di queste innovazioni si tradurrà in una variazione dello scenario concorrenziale per il termoelettrico italiano? Se l’impatto che rinnovabili – gelose dei loro incentivi – e unità di consumo – soggette ad una potenzialmente onerosa interrompibilità – potranno avere sul capacity market appare contenuto, il ruolo delle risorse estere invece può essere rilevante, tuttavia la loro competitività sarà strettamente vincolata alla capacità di transito transfrontaliera disponibile che sarà de>nita da Terna, vero deus ex machina di questo nuovo mercato ormai quasi ai nastri di partenza.

2018-07-24T18:24:19+00:00luglio 24th, 2018|Press|